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L’ e-sport in Italia vedrà mai la luce?

24 Gennaio 2017 - Sport
L’ e-sport in Italia vedrà mai la luce?

Siamo abituati a considerare lo sport come un metodo per restare in salute ed un modo per mettere a confronto le proprie abilità con quelle di altri atleti. Forse non tutti sanno però che non è necessario che la competizione sia di natura prettamente fisica per essere considerata un’ attività sportiva a tutti gli effetti; da qualche anno a questa parte ormai, sia negli Stati Uniti ma anche in molte altre parti del mondo (Asia in primis), il fenomeno degli sport elettronici, più comunemente noti come e-Sport è già realtà. E in Italia?

Il Bel Paese come sappiamo è ancora in ritardo su molti aspetti della tecnologia rispetto alle altre nazioni, basti pensare ad esempio alla copertura Adsl che attualmente è ancora inesistente in svariati comuni della penisola o ai prezzi esagerati per le suddette connessioni, e questi sono solo un paio di esempi di deterrenti verso gli e-Sports. Anche la mentalità retrograda che bolla il videogioco come un “passatempo per bambini” ha decisamente una certa influenza negativa che contrasta lo sviluppo di attività di natura più agonistica correlate al gaming.

Nonostante tutte queste difficoltà però si cominciano a vedere le prime associazioni online che raccolgono i players competitivi nostrani, provenienti da vari giochi, e promuovono iniziative e piccoli tornei agonistici con tanto di premi. Naturalmente rispetto ai colossali tornei multimilionari che si tengono in Corea, Stati Uniti e Cina, i nostri sono poco più che partitelle fra casual, ma è comunque un inizio.

Lo sviluppo di una vera categoria di e-Sports però è ancora ben lungi dal divenire una realtà concreta in Italia, almeno finchè qualcuno non comprenderà come lucrarci sopra e allora probabilmente cominceremo a vedere anche qui tornei reali, ma a quale prezzo? Voi vorreste vedere davvero un campionato nazionale di League of Legends manovrato dietro le quinte dagli sponsor come accade tutt’oggi col calcio?

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